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Blu Ray La classe operaia va in paradiso - 2K Limited Edition
 La classe operaia va in paradiso - 2K Limited Edition
 The Working Class Goes to Heaven
La classe operaia va in paradiso
Italia (1971) - Colore
Genere: Drammatico
Regia: Elio Petri
Cast: Gian Maria Volontè, Mariangela Melato, Gino Pernice, Luigi Diberti, Donato Castellaneta, Giuseppe Fortis, Corrado Solari, Flavio Bucci
 
29,90 €
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Label: Radiance Films  (Gran Bretagna)
Condizioni: Nuovo
Area: 0
Sistema: PAL
Ratio: 1,85:1 Anamorfico 1080p
Audio: Italiano (1.0 PCM)
Sottotitoli: Inglese
Durata: 115
Divieto: 16
Dischi: 1
Confezione: Amaray
Extras:
Intervista d'archivio con Elio Petri al Festival di Cannes
Intervista archivistica di approfondimento professionale con Gian Maria Volonté della televisione francese
Intervista d'archivio con l'attore Corrado Solari
Apprezzamento di Gian Maria Volonté e del film del regista Alex Cox
Petri's Praxis: Ideology and Cinema in Post-war Italy - Un saggio visivo dello studioso Matthew Kowalski sul rapporto di Petri con la politica di sinistra e il suo impatto sul cinema
The Working Class Goes to Heaven - Sfondo di un film girato a Novara (2006)
di Serena Checcucci e Enrico Omodeo Salé; un documentario non convenzionale che esplora il luogo reale della fabbrica dove è stato girato il film e la storia dietro la produzione del film secondo quanto dichiarato dal personale dagli extra e dalla troupe
Trailer
Copertina reversibile
La classe operaia va in paradiso -  Trama: 

Ludovico Massa, detto Lulù, operaio in una fabbrica metalmeccanica, è una sorta di campione del cottimo: nessuno dei compagni riesce a eguagliare il suo ritmo produttivo. Benvoluto dal padrone, che adegua al suo rendimento quello degli altri operai, non è troppo ben visto dai compagni di lavoro. D'altra parte, nemmeno Lulù è contento di se stesso: produce, consuma in quanto ha la macchina, il televisore, la casa piena di oggetti inutili, ma si ammazza di fatica, tanto da non aver più nemmeno la forza di avere rapporti con la donna con cui vive. Tuttavia, malgrado le visite sconfortanti che fa a un ex compagno finito dalla fabbrica in manicomio, Lulù continua a tenere i suoi ritmi massacranti di lavoro finché un giorno ci rimette un dito. Completamente cambiato, si schiera contro il meccanismo del cottimo, sostenendo - d'accordo con un gruppo di estremisti extraparlamentari e contrario ai sindacati - la necessità di uno sciopero a oltranza. Scoppiano tafferugli con la polizia e Lulù viene licenziato in tronco. Abbandonato dalla sua compagna, cui importava soltanto avere una pelliccia, e dagli stessi estremisti, che giudicano il suo come un caso personale e perciò estraneo alla lotta, Lulù, grazie all'intervento dei sindacati, viene riassunto. Ma ormai è anch'egli alle soglie della pazzia, e ai compagni, impegnati come sempre in una frenetica lotta coi tempi di lavorazione, favoleggia di un muro da abbattere oltre il quale c'è il paradiso della classe operaia.

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